
A questi vanno aggiunti danni alle strutture, al patrimonio animale, alle orticole di stagione in fase di raccolta e, per i rischi già verificati o incombenti, per colture agricole di pregio.
Di fronte a questo scenario di assoluta gravità sul territorio romagnolo, la CIA dell’Emilia Romagna chiede alla Regione di:
1- avanzare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza ex art. 5 L. 225/1992, su tutto il territorio romagnolo, provvedendo all’attivazione di ogni iniziativa volta a supportare le Amministrazioni locali per prestare soccorso ed assistenza anche alle imprese agricole che stanno fronteggiando l’emergenza.
2- Deliberare lo stato di calamità naturale, con la delimitazione dell’area colpita e la quantificazione dei danni, al fine di poter attivare ogni intervento – finanziario, fiscale e contributivo – possibile a ristoro dei danni alle attività produttive del settore agricolo.
Occorre che prosegua l’azione delle Istituzioni preposte e venga sostenuto lo sforzo per salvaguardare persone, animali e cose per consentire la ripresa delle attività.
La CIA è mobilitata per la segnalazione delle situazioni critiche e per la successiva evidenziazione dei danni subiti dalle imprese agricole.

