
Per tale ragione i lavoratori, che fino ad oggi hanno atteso invano un segnale dalla più importante centrale cooperativa modenese, domani mattina giovedì 23 febbraio alle ore 10.30 si recheranno con una propria delegazione, striscioni e bandiere presso la sede dell’Associazione in via Fabriani per consegnare una vera e propria “letterona” (in formato manifesto) al presidente di Legacoop in cui, ribadendo le forti preoccupazioni dei lavoratori, si solleciterà nuovamente l’incontro, con l’auspicio che, date le dimensioni della particolare missiva, questa volta non passi inosservata agli occhi dei dirigenti della cooperazione modenese.
Già nella lettera del 9 febbraio lavoratori e sindacato esternavano la loro preoccupazione per la mancanza di un piano industriale che dovrebbe ridisegnare su Modena il nuovo insediamento produttivo di Cantine Riunite & Civ.
I lavoratori sono infatti consapevoli che due impianti di imbottigliamento (Modena e San Prospero) nello stesso territorio possono creare criticità, stando ai volumi prodotti attualmente.
La dirigenza sta infatti prospettando il trasferimento di una corposa parte dell’attività di Modena sullo stabilimento di Campegine venendo meno all’impegno, spesso dichiarato dall’azienda, di mantenere due siti di simili potenzialità produttive.
Per questo i lavoratori chiedono il coinvolgimento diretto di Legacoop, “poiché il movimento cooperativo – si legge nella lettera del 9 febbraio – per i valori e i principi che rappresenta deve interessarsi di questa ulteriore ristrutturazione aziendale, la seconda in quasi 3 anni, che inciderà sulle produzioni locali ma anche, soprattutto, sull’occupazione”.

