
Anche il secondo intervento è stato eseguito in anestesia generale presso il blocco operatorio del Policlinico di Modena ed è durato circa 40 min. Come per il primo intervento è stata utilizzata la innovativa tecnica di asportazione bimanuale mediante microincisioni della cataratta (B-MICS) ed impianto di cristallino artificiale di ultima generazione, asferico e pieghevole. Questa tecnica consente di eseguire minime incisioni, grazie a strumenti di ridotte dimensioni, indispensabili in occhi così piccoli (16 mm di diametro antero-posteriore), che riducono l’invasività dell’intervento, assicurando una buona visione del campo operatorio durante tutta la procedura chirurgica.
L’incidenza della cataratta entro il primo anno di età è di 2,49 casi ogni 10.000 nati. “In questi casi – ha ricordato il prof. Gianmaria Cavallini – è importante intervenire entro 2-3 mesi dalla nascita. È questo, infatti, il periodo chiave per lo sviluppo delle capacità oculari del bambino e, in presenza di una cataratta, queste rischiano di non svilupparsi correttamente. Ovviamente non è possibile intervenire con la chirurgia tradizionale della cataratta ma occorre servirsi di tecniche di chirurgia mini-invasiva, come quella che utilizziamo al Policlinico. Un grazie va a tutta l’equipe, i chirurghi, gli anestesisti e il personale infermieristico”.
Dal 2002 il prof. Gian Maria Cavallini ha operato presso la Struttura Complessa di Oftalmologia del Policlinico 33 occhi in 20 piccoli pazienti con età media di 4 anni. Il caso descritto rappresenta il più piccolo paziente operato con questa nuova tecnica mini-invasiva di estrazione di cataratta congenita.

