La situazione di concorrenza sleale venutasi a creare, nei fatti e a causa di norme inopportune, si aggrava sempre più. È quanto sostiene Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Modena riferendosi ai circoli privati che, operando in ambiti tipicamente commerciali come la ristorazione e l’intrattenimento, si pongono in posizione di concorrenza sleale verso imprenditori cui vengono imposti obblighi di osservazione di norme igieniche, di pubblica sicurezza e fiscali, sconosciuti ai circoli.
Non pochi circoli nascono infatti proprio con l’obiettivo di effettuare attività di esercente, consapevoli di eludere norme, tasse e contributi di ogni genere. Cosa, questa, candidamente ammessa da gestori di circoli privati intervistati in una recente puntata della nota trasmissione televisiva “Le iene”.
Si tratta di una palese ingiustizia. Gli imprenditori del settore subiscono infatti i controlli previsti incorrendo, quando sia il caso, nei rigori della legge, compresa quella fiscale, mentre i circoli, proprio in virtù della stessa legge, non rilasciano scontrini e non pagano le imposte che pesano invece sulla normale somministrazione.
È una situazione alla quale, secondo Confcommercio, è urgente porre rimedio per difendere le posizioni di Piccole e Medie Imprese che soffrono per la generale contrazione dei consumi e per un’imposizione, già pesante, che rischia di appesantirsi ancor più nei prossimi mesi.
A questo proposito va riconosciuto il senso di responsabilità che ha ispirato il Governo con la reintroduzione dell’obbligo dei i requisiti professionali per gli organizzatori di eventi e sagre a carattere ristorativo, frettolosamente tolto dal recente decreto sulle liberalizzazioni. Un atto di responsabilità da parte dell’esecutivo, che auspichiamo si manifesti anche nei confronti dei circoli privati, per ripristinare un sistema di legalità e per un mercato ispirato alla lealtà concorrenziale.
Per quanto concerne in particolare l’intrattenimento, se il decreto sulle semplificazioni non dovesse reintrodurre l’autorizzazione di pubblica sicurezza, si impedirebbe l’intervento preventivo nei locali da parte delle forze dell’ordine, in caso venisse ravvisata una situazione di pericolo per i cittadini.
Ciò significa che polizia e carabinieri non potrebbero accedere immediatamente al luogo dove si somministrano cibi e bevande, ma dovrebbero attendere il mandato del magistrato. Le situazioni di pericolo vanno da quelle più gravi che si possono immaginare, alla possibilità di somministrare alcolici a persone di qualsiasi età e a qualsiasi ora.

