
Il contratto, sottoscritto tra azienda e studente, disciplina i termini dell’assunzione, la definizione delle modalità di accesso, il salario, il recesso e gli obblighi; prevede inoltre un monitoraggio costante e continuo del percorso.
“Siamo molto soddisfatti di questi primi risultati e della importante disponibilità delle aziende associate ad accettare la scommessa – sono le parole del presidente di Confapi pmi Modena Dino Piacentini – siamo fortemente convinti che l’apprendistato in alta formazione così come lo abbiamo impostato sia uno strumento importante per le aziende e per i giovani, poiché porta a quella creazione di competenze tanto determinante in un momento di crisi come questo. Quanto più saremo in grado di coniugare i bisogni delle imprese con la preparazione di chi si affaccia al mondo del lavoro, maggiore sarà la competitività del nostro territorio, del suo tessuto produttivo e delle intelligenze che qui sono presenti e che ne determineranno il futuro.
Il percorso, che è stato appena avviato in forma sperimentale, sarà continuamente monitorato attraverso la collaborazione e il coordinamento tra Confapi pmi Modena, la Facoltà di Ingegneria e le associazioni sindacali firmatarie; con il bagaglio di questa esperienza, il prossimo settembre si ripartirà con la seconda tornata. Crediamo, e ci auguriamo, che il progetto avviato, al momento unico in Italia, possa fungere da campione per tante altre realtà”.
“Giusto in questi giorni – ha commentato il Rettore prof. Aldo Tomasi – abbiamo ricordato quel Patto per occupabilità dei laureati di Modena e di Reggio Emilia cui lavorò negli ultimi giorni di vita il professor Marco Biagi. L’iniziativa odierna si inserisce a pieno titolo in quel disegno riformatore che aveva immaginato il nostro collega per accrescere il raccordo tra la Scuola, l’Università e sistema delle imprese. Senza il suo contribuito non sarebbe stato possibile scrivere la pagina odierna e, soprattutto, innovare in maniera tanto significativa i percorsi di inserimento dei giovani nei processi della produzione e del lavoro. Accrescere il contatto e lo scambio tra Università e imprese è oggi strategico per avvicinare e raccordare la formazione professionale universitaria ai bisogni reali del sistema Paese e alle esigenze innovative di cui ha assoluta necessità il mondo produttivo. I termini di questa sperimentazione possono aprire nuove e importanti prospettive e potranno essere valutate nella sua effettiva portata alla fine del percorso, se terminato il periodo di apprendistato questi giovani troveranno assunzione nelle medesime aziende”.
A sottolineare l’importanza e il contenuto innovativo del progetto, hanno partecipato alla presentazione anche Marcello Tarantino, professore della facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia e i rappresentanti modenesi delle organizzazioni sindacali firmatarie, Alberto Zanetti (Uil) e Pasquale Coscia (Cisl).

