
Sono consapevole del momento di difficoltà in cui tutti viviamo: lavoratori, famiglie, imprese e società quotate. Iren ha fatto importanti investimenti come l’inceneritore di Parma, il rigassificatore di Livorno, la centrale termoelettrica a Torino: si tratta di progetti strategici, che in futuro saranno in grado di riconoscere utili ed entrate, ma sono strategici anche i dividendi perché sono appetibili per gli investimenti sulla società, anche da parte dei privati, e importanti per i piccoli azionisti che in Iren hanno creduto. Sono inoltre favorevole alla proposta di abbassamento del compenso dei manager di Iren, votata all’unanimità dal consiglio comunale di Reggio Emilia: è in linea con lo sforzo anche culturale di sobrietà al quale sono chiamate le classi dirigenti di questo paese, che devono per prime dare l’esempio.
Iren deve sempre di più programmare, organizzarsi e ragionare come un’unica società, e darsi come obiettivo prioritario la capacità e il livello di integrazione interna: è urgente migliorare l’efficienza nella gestione dell’azienda e semplificare l’assetto societario complessivo, che comporta una riduzione dei cda e un miglioramento della capacità gestionale e decisionale di tutta l’azienda. Inoltre l’integrazione consente economie di scala che fanno risparmiare sul funzionamento dell’azienda. E’ necessario anche implementare fronti strategici come la ricerca e l’innovazione e gli investimenti sulle energie rinnovabili. Iren è un patrimonio di questo territorio, e dunque deve mantenere il forte legame che esprime: ogni anno porta ricchezza per 1 miliardo e 200 milioni di euro tra dividendi, investimenti e tra i lavoratori impiegati nel settore, e vogliamo che questo patrimonio continui ad essere considerato un grande valore anche per il futuro.
(Alessio Mammi, coordinatore del sub – sub patto di Iren)

