
“Ma sia ben chiaro – tiene a precisare Franco Giberti, presidente di Faib-Confesercenti Modena – che, contrariamente a quanto si continui a pensare, ben poco del costo complessivo del carburante finisce nelle casse dei gestori o degli operatori delle stazioni di servizio”. L’organizzazione sindacale della categoria infatti ha calcolato in che modo vengono ripartiti i ricavi sulla benzina e le sorprese non mancano: “L’automobilista che oggi spende 50 euro in benzina (al costo medio di 1,830 euro al litro), è opportuno che sappia che di questa somma, 27,94 euro e cioè il 55,88% se ne vanno in tasse (accise + IVA al 21%), 21,02 euro, il 40.02%, va ai fornitori del prodotto e cioè i petrolieri, mentre solo 1,04 euro, il 2,08% del totale finisce nelle casse di gestori ed operatori delle stazioni di servizio. In altre parole gli incrementi del costo del carburante non lo decidiamo noi, ci viene imposto”.
“Anche e soprattutto per queste ragioni – sottolinea Franco Giberti – per avviare un cambiamento a questo stato di cose ci siamo mobilitati per promuovere l’’iniziativa nazionale “LIBERA LA BENZINA”, finalizzata per riportare nelle mani della categoria e dei cittadini la dinamica dei prezzi e degli sconti sui carburanti. Oltre 500.000 le firme raccolte in tutta Italia, di cui quasi 3.000 provenienti da Modena e provincia, grazie alle quali è stata presentata una proposta di legge, per altro già depositata in Parlamento, sostenuta anche da parlamentari di entrambi gli schieramenti”.

