
La mobilitazione di oggi, giovedì 5 aprile, è stata decisa il 27 marzo dal Direttivo provinciale Cgil e fa parte del primo pacchetto di 8 ore delle 16 complessive proclamate a livello nazionale.
L’accordo sulla riforma del mercato del lavoro raggiunto nelle ultime ore, non ha fermato la Cgil di Modena che anzi valuta con cautela le novità introdotte nel Disegno di legge e che ha già portato in piazza, fra oggi e lo scorso 29 marzo (mobilitazione meccanici), circa 14.000 lavoratori dell’industria.
Per il 19 aprile è inoltre confermata la mobilitazione del pubblico impiego e dei lavoratori dei servizi pubblici e del commercio-servizi .
Per quanto riguarda le due manifestazioni odierne, sono circa 3.000 i lavoratori che hanno sfilato nel distretto ceramico e 2.000 nell’Area Nord, in entrambi i cortei erano presenti anche lavoratori iscritti ai sindacati Cisl e Uil.
Donato Pivanti segretario provinciale Cgil ha sfilato a Fiorano/Sassuolo e ai microfoni di Radio Articolo 1 (la web radio della Cgil nazionale), ha dichiarato stamattina in merito al ripristino del reintegro per i licenziamenti economici: “E’ un primo passo importante e dovremo valutare bene tutto il testo. Il Governo ha dovuto cambiare impostazione grazie alla grande mobilitazione messa in campo dalla Cgil. Sull’art.18 valuteremo bene il testo appena sarà disponibile, ma le nostre richieste al Governo non si fermano lì, chiediamo una politica diversa sugli ammortizzatori sociali, contro la precarietà e chiediamo di rimettere al centro lavoro e diritti. Oggi qui a Sassuolo e a Mirandola i lavoratori e le lavoratrici rivendicano una politica sociale ed economica diversa, investimenti per l’occupazione”.
“Dal 2002 al 2010 – prosegue Pivanti – 80 grandi imprese modenesi hanno cambiato di mano, sono state acquistate da fondi o multinazionali e in tutte è in vigore l’art.18”.

“Migliaia di persone non ce la fanno più – ha aggiunto Pivanti – e fra questi i lavoratori cosiddetti «esodati», quelli che sono andati in mobilità volontaria per favorire la permanenza degli altri lavoratori in fabbrica, adesso sono senza lavoro ma per effetto dell’allungamento dell’età rimangono anche senza pensione per diversi anni. A Modena sono diverse centinaia”.
“L’azione della Cgil è anche per tenere insieme le persone e costruire una speranza lottando e stando insieme, per contrastare la solitudine delle persone e cercare di dare un’idea di prospettiva, coesione e unità, per una società più giusta e più equa”. “
“Se non si fa una patrimoniale nei prossimi mesi – ha detto il segretario della Cgil di Modena – il rischio è di scaricare i problemi sulle condizioni delle persone, sui salari e le pensioni, producendo ulteriore recessione e disoccupazione e povertà”.
Pivanti ha anche commentato le misure sulla precarietà del Disegno di legge, sostenendo che la risposta del Governo è insufficiente: nessuna delle 46 forme contrattuali precarie è stata toccata, neppure le 20-25 forme che non vengono usate, anche sulle “false partite Iva” le condizioni per la conversione in contratto a progetto (almeno 6 mesi di prestazione) sono tali da non risolvere l’abuso di questi rapporti di lavoro in edilizia, dove la prestazione di un muratore in un cantiere è di un mese e mezzo al massimo”.

(Foto in alto-centro Sassuolo: Villiam Bononi – foto in basso Mirandola: Enrika Agazzani)

