Tutti, sin dalle prime ore dopo la prima scossa di terremoto, avevano riconosciuto come un problema impellente per il mondo economico la necessità di mettere a disposizione liquidità immediata. Con altrettanta solerzia le banche si erano dichiarate disponibili ad interventi straordinari mettendo a disposizione fondi per il credito a breve, a tassi contenuti. A poco meno di due mesi dal primo terremoto però la realtà fotografata da Confesercenti appare diversa e preoccupante e quell’ossigeno, assolutamente vitale per la ripartenza, arriva alle imprese con lentezza e difficoltà maggiori del previsto.
A sottolinearlo è Confesercenti Modena, anche attraverso la testimonianza di Antonio La Monica, imprenditore associato, che da quasi vent’anni gestisce il ristorante pizzeria Le Macine, situato a poche centinaio di metri dal centro storico di Mirandola. “In un primo momento gli istituti di credito ci hanno rassicurato dicendoci che non ci sarebbero stati problemi. A fronte però di richieste concrete di aiuto ci siamo resi conto che i tempi di risposta si dilatavano – verifiche da fare, carte da produrre, ci dicevano – nel frattempo le formule proposte si modificavano di giorno in giorno e, in più, nell’attesa, siamo stati invitati a fare ricorso al credito a breve attingendo al conto corrente, con tasso del 4.5%” racconta Antonio La Monica.
Quella di Antonio La Monica, imprenditore associato a Confesercenti, non è una denuncia sopra le righe, quanto piuttosto una richiesta di maggiore attenzione per il mondo delle imprese che hanno bisogna ora, subito, di essere affiancate e sostenute anche dalle banche. “Amo il mio lavoro e nonostante la crisi, che comunque già prima del terremoto aveva colpito il nostro settore, ho continuato ad investire. Pochi giorni dopo il sisma, pur non avendo subito danni alla mia struttura, ho deciso di acquistare un’ampia tensostruttura. Una scelta fatta per ospitare quei clienti che non se la sentivano di entrare in pizzeria, ma anche per dare un segnale di voglia di ripartire, di non mollare. Inoltre convinto come sono che il ruolo del commercio sia anche quello di favorire non solo la ripresa economica ma anche la coesione sociale, ho cercato di venire incontro ai clienti, ad esempio eliminando il costo del coperto e abbassando il prezzo di bevande e pietanze. Io sono stato fortunato perché il mio stabile è integro, ma se non ci sarà un’azione energica e rapida per sostenere anche il commercio, noi rischiamo di chiudere entro la fine dell’anno. Lo scorso anno le cene di fine anno scolastico erano state decine, nel 2012, ci siamo fermati ad una. Questo fa capire che c’è da rimettere in moto un intero sistema e se non lo si fa in fretta la rete commerciale di Mirandola uscirà ulteriormente indebolita” aggiunge Antonio La Monica.
Il mondo economico e istituzionale aveva chiesto alle banche di concordare tassi adeguati alla situazione: non superiori al 1,5%. L’ABI dal canto suo aveva invitato le banche che aderivano ad iniziative straordinarie in favore delle imprese colpite dal sisma a specificare i dettagli “dandone chiara e tempestiva informativa anche attraverso avvisi in filiale e sul proprio sito internet”.
Sulla scia di queste sollecitazioni molti istituti di credito avevano annunciato, in modo più o meno generico, diverse iniziative che solo in pochissimi casi però si sono tradotte in precise disposizioni. In realtà, entrando in banca molti imprenditori si sono trovati a dover faticare ancora più di prima sia per ottenere nuovo credito, sia per mantenere quello esistente, questo peraltro con tassi molto elevati e procedure di istruttoria insostenibili per imprese che versano in situazioni di emergenza.
Ma il problema – incalza Confesercenti Modena – non è solo il costo, perché il credito innanzitutto occorre averlo. Anche su questo le risposte non corrispondono alle aspettative create dopo i primi annunci. E’ evidente che, nella nuova situazione in cui si trovano le imprese, l’ottenimento di nuovo credito potrà poggiare essenzialmente sulla serietà imprenditoriale dimostrata fino al 20 maggio e tenendo conto della situazione eccezionale in cui le imprese si trovano.
“Se le banche non tradurranno immediatamente in fatti gli impegni assunti a maggio, la ripartenza delle imprese rischia di diventare davvero problematica e, per molte di esse, impossibile. Non dimentichiamo che la ripresa è un obiettivo vitale per l’intera comunità e che solo sostenendo le attività imprenditoriali l’area nord potrà davvero e in modo stabile risollevarsi. Per questo è fondamentale agire ora senza ritardi. Serve il sostegno di tutti, a partire dallo Stato, dalla Regione sino a tutti quei soggetti, pubblici e privati, tra cui le banche, che rendono vitale il tessuto imprenditoriale” conclude Tamara Bertoni, direttore generale di Confesercenti Modena.

