
Le conseguenze sono puntualmente arrivate e oggi potremmo dire che i fatti ci danno ragione e che le critiche di allora, nel metodo e nel merito, erano centrate. Soddisfazione inutile se non si decide cosa si debba fare. Penso sia il caso di prendere atto che le ‘ragioni sociali’ della ‘ditta’ non ci sono più e che i soci dovrebbero mettere in liquidazione la società. Sarebbe un ‘default pilotato’ che sicuramente farebbe molto meno danni di questa lenta agonia. Abbiamo il dovere di essere protagonisti dell’alternativa alla sinistra. Con questo Pdl non si può riuscire nell’intento. L’uscita di Luca Caselli rischia di essere solo prodromo di un esodo senza fine. Gli elettori hanno già iniziato, come hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative dove il Pdl non ha eletto neanche un Consigliere comunale in provincia di Modena.
Tutto questo sfacelo nell’assordante silenzio del partito a livello provinciale e regionale che non pare interessato nell’aver perso uno dei sindaci più importanti per il centrodestra in Emilia Romagna. Se esponenti di spicco non partecipano al congresso insieme alla stragrande maggioranza degli iscritti e se altri importanti dirigenti non rinnovano la tessera, perché gli elettori dovrebbero aver fiducia in un partito del genere?
Così il Consigliere regionale Andrea Leoni commenta l’uscita dal Pdl del Sindaco di Sassuolo e lo stato di grave crisi in cui versa il Popolo della Libertà a Modena dopo il congresso dell’aprile scorso.

