“Necessario rivedere i sistemi con cui vengono concessi i rimborsi agli Enti di Formazione che gestiscono i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale”, lo chiede con un’interrogazione Andrea Pollastri (PdL).
La normativa nazionale ha innalzato l’obbligo scolastico a 15 anni cosicchè tutti i ragazzi, terminate le Medie, devono frequentare, almeno per un anno, le Superiori. Inoltre è previsto che il sistema scolastico, costituito da Istituti Professionali, Istituti Tecnici e Licei, possa rilasciare esclusivamente diplomi di istruzione secondaria superiore al termine di un percorso di 5 anni. Quindi coloro che, per diverse ragioni, non intendo studiare per cinque anni, possano lasciare, dopo il primo anno, le Superiori, senza, però, nulla in mano e, sostanzialmente, avendo sprecato un anno.
Per evitare ciò la Regione ha istituito i percorsi “Istruzione e Formazione Professionale” (IeFP) che consentono di frequentare un Istituto Professionale o un Ente di Formazione accreditato conseguendo, dopo tre anni, un diploma, valido a livello nazionale, che permette di entrare nel mondo del lavoro.
“Gli IeFP – afferma il Consigliere Regionale – danno una risposta ai tanti giovani che abbandonano i percorsi scolastici, permettendo di assolvere l’obbligo scolastico e dando loro un futuro nel mondo del lavoro.
Tuttavia hanno un peso rilevante negli investimenti della Regione ed il sistema di rendicontazione, con cui gli Enti di Formazione vengono rimborsati, non è sempre trasparente”.
“Oggi, infatti – spiega – si procede con rendicontazioni “a forfait” che si basano su dati generali di bilancio, consentendo di inserire spese non sempre riconducibili all’attività IeFP”.
“Inoltre – dice ancora – per accreditarsi gli Enti di Formazione debbono avere una soglia minima di patrimonio pari al 2% del volume complessivo delle attività svolte, una cifra che appare limitata per ottenere garanzie di continuità del servizio offerto, mentre la sua importanza è tale da non permettere rischi di discontinuità”.
Al fine di porre chiarezza su questi due aspetti Pollastri ha chiesto se la Giunta Regionale intenda innalzare dal 2 al 4% la percentuale minima di patrimonio riferita al volume d’affari per ottenere l’accreditamento degli Enti di Formazione che intendano fornire il servizio IeFP e se si intenda ripristinare la rendicontazione analitica al posto di quella forfettaria, che offrirebbe maggiori garanzie sul corretto utilizzo delle risorse regionali.

