
“Sono andato in Turchia, da solo, mi sono procurato l’Epo in farmacia con 1500 euro. Mi sono procurato quello che volevo e sono tornato”. Ha detto Schwazer nella conferenza stampa. ”Vorrei chiarire le cose: ho deciso da solo, ho deciso di non dirlo a nessuno. Non l’ho detto alla mia famiglia e alla mia fidanzata, era una cosa mia. Non volevo mettere nessuno nei guai, mi sono informato su internet”, dice. ”Il 13 luglio ho avuto un controllo antidoping a Oberstdorf e dopo questo test ho iniziato a farmi le iniezioni di Epo. Queste ultime 3 settimane sono state le più difficili della mia vita. Psicologicamente e’ stata una mazzata”.
Nel frattempo il Coni precisa che Alex Schwazer aveva firmato la sua carta olimpica che prevedeva anche l’adesione alle norme antidoping della Wada e quelle applicate dal Cio ai Giochi. Il marciatore non aveva invece sottoscritto l’accordo Coni-Atleta, che può essere firmato al più tardi al momento dell’entrata al Villaggio olimpico.

