
Secondo gli investigatori dell’Arma, il nomade aveva escogitato un piano “sicuro” per commettere i furti senza correre il rischio di essere catturato dalle Forze dell’Ordine: Il 27enne usciva dalla roulotte a qualsiasi ora del giorno e della notte, poi si recava nei pressi della locale stazione ferroviaria per “ripulire” gli oggetti contenuti nelle auto parcheggiate in zona. La refurtiva veniva successivamente abbandonata in un campo adiacente e recuperata il giorno successivo. Una perlustrazione dell’area ha permesso di ritrovare diversi oggetti che erano stati nascosti tra le sterpaglie di un terreno adiacente. L’intero bottino, tra cui due navigatori satellitari, due paia di occhiali e un cellulare, è stato restituito ai legittimi proprietari.

