Non si possono cancellare assetti geografici, culturali, economici, istituzionali, che affondano le loro radici in secoli di storia. Non si può dimenticare che per secoli è esistito il Ducato di Modena, Reggio Emilia e Guastalla, un vero e proprio Stato che fino al 1859 batteva moneta, emetteva francobolli, aveva un suo ordinamento pubblico, un sovrano e un Governo riconosciuto in tutto il mondo.

In Spagna sarebbe surreale un dibattito per mettere in discussione l’Andalusia o in Germania la Baviera immaginando nuovi assetti e nuovi confini che non tengano conto della forte identità di quelle realtà territoriali.

E’ incomprensibile che gli amministratori di Reggio Emilia contestino l’idea di una unione con Modena per una nuova provincia che si intesti l’eredità del glorioso Ducato, eventualmente da allargare a Ferrara che ha la stessa origine estense, per inseguire una inspiegabile fusione con Parma e Piacenza, che hanno caratteristiche ben diverse dalle nostre e sono a loro volta eredi di un Ducato che si sciolse nell’Italia unita.

Se siamo noi a dimenticare la nostra storia non ci si deve poi meravigliare se nei grandi appuntamenti nazionali, come quello di Venaria Reale, tesi ad esaltare le peculiarità degli Antichi Stati da cui nacque l’Italia, il Ducato di Modena e quello di Parma erano stati totalmente esclusi e recuperati soltanto dopo le mie vigorose proteste.

(Sen. Carlo Giovanardi)