
Purtroppo, alla vigilia di questo importante appuntamento, la dirigenza aziendale non ci ha ancora fornito quei dati e quei piani secondo noi di fondamentale importanza per eleggere un nuovo CDA, con il compito di spingere la società verso il futuro e soprattutto invertire la rotta rispetto al grave buco di bilancio salito in nemmeno 8 mesi da 2,9 previsti nel piano industriale a 5 milioni di euro.
La storia si ripete nel giro di pochi mesi. La società, che si basa sul contributo e sui servizi forniti dai e ai soci territoriali rappresentati da Modena, Piacenza e Reggio, continua a trattare i soci stessi come sudditi, che pretende di interpellare per ratificare scelte calate dall’alto senza di fatto il loro coinvolgimento. Gli Enti locali che, a differenza di Sassuolo, hanno votato a favore della fusione accettando a scatola chiusa un piano industriale raccontato senza nemmeno chiedere il parere di un supervisore, si sveglino e non continuino a lasciarsi trascinare bendati su questa strada.
Perché, prima di essere chiamati ad ogni altra valutazione, non ci vengono forniti i dati di bilancio disaggregati per bacino, per capire quanto ha fatto e deve fare Modena a confronto di Reggio e Piacenza? Perchè non ci vengono indicati i parametri oggettivi di quantificazione del costo dei servizi, per ragionare con cognizione di causa sui dati di bilancio? Il bacino di Modena non può né deve pagare per i debiti altrui. Perché, a differenza degli altri enti, si è presentato alla fusione con un pareggio di bilancio e una dote di milioni di Euro costati già molti sacrifici ai nostri cittadini? Perché, sia chiaro, i soldi per coprire le perdite di Seta, voluta dalle amministrazioni locali (sorde alle nostre eccezioni in merito), a tutti i costi e in fretta, verranno oltre che dai biglietti, sopratutto dalle imposte, come per esempio l’IMU, pagate da tutti i cittadini. E’ pertanto indispensabile invertire la rotta e uscire dal cerchio magico. Serve massima chiarezza e trasparenza, senza pagamenti a pié di lista.
Modena, che dopo anni aveva messo i conti in ordine, oggi è quella che rischia di pagare di più le conseguenze delle scelte sbagliate e degli errori dell’attuale governance e del precedente CDA. Prima di fare altri passi, che senza informazioni equivarrebbero ad un salto nel buio, vogliamo conoscere prima l’esatto contributo, in termini economici e di servizio, che fino ad ora Modena ha portato alla società, quali impegni oggi vengono richiesti ai singoli soci per ripianare l’enorme disavanzo e quali garanzie, anche da parte della Regione, per uscire dal grave disavanzo creato. Si tratta di dati fondamentali per procedere a qualsiasi altro tipo di scelta”.

