
“Sono stati 413 gli edifici comunali verificati – ha poi detto il sindaco entrando nei dettagli – con priorità per i 94 scolastici e i 26 a carattere socio-sanitario. Dal 29 maggio tra le priorità sono rientrati anche uffici comunali e giudiziari, vale a dire 130 edifici controllati dopo ogni forte scossa. In tutto sono stati quindi 730 i sopralluoghi tecnici effettuati agli edifici comunali. A cui si aggiungono quelli ad Archivio di Stato, Archivio Notarile, Motorizzazione Civile, Uffici Ministero Politiche Agricole, Sinagoga di piazza Mazzini. In alcuni casi, come nella Chiesa del Voto, sono anche stati immediatamente eseguiti lavori per mettere in sicurezza l’edificio. All’ospedale Policlinico si è invece intervenuti trasferendo i pazienti dalle aree di maggiore disagio”, ha aggiunto Pighi fornendo, poi, un quadro dettagliato degli interventi.
I lavori negli edifici scolastici, per un importo complessivo di 2 milioni 130 mila euro, non hanno pregiudicato l’avvio del nuovo anno che per tutte le scuole è iniziato regolarmente. Conclusi gli interventi di ripristino in diversi asili nido e scuole dell’infanzia, restano da ultimare alle materne Madonnina e Villaggio giardino, per altro già programmati. Delle 26 scuole primarie della città, anche le cinque inizialmente più danneggiate, ora sono utilizzabili: Bersani, Palestrina, Buon Pastore, Leopardi e De Amicis, in queste ultime i lavori sono ancora in corso ma non interferiscono con l’attività scolastica. Si sono conclusi gli interventi nelle scuole medie inferiori Carducci, Guidotti Mistrali e al Centro territoriale permanente, mentre un discorso a parte merita il liceo Sigonio che ha già ripreso la regolare attività nella sede delle ex Marconi ristrutturata dall’Amministrazione con un intervento da 800 mila euro finanziato per 600 mila con i fondi per il terremoto.
Sono invece inagibili le sale da pranzo della Casa protetta Cialdini dove il danno è stimato in circa 330 mila euro e che saranno ripristinate non appena le ordinanze regionali renderanno disponibili i finanziamenti. Stesso discorso per i danni arrecati dal sisma ai cimiteri di Collegara, Saliceto Panaro, Santa Maria del Mugnano e Albareto Vecchio, tuttora inagibile, che sono stimati in 200 mila euro. Altri 350 mila euro serviranno per riparare i danni registrati in alcune sedi comunali e delle Circoscrizioni, come la sala conferenze di via Viterbo, la sala lettura di Cognento, la casa ex colonica di via Panni che sono inagibili.
Inagibili in parte o totalmente anche sette edifici monumentali: Palazzo dei Musei, il Moi, le Chiese del Voto, di Sant’Agostino, di San Biagio, il Tempio monumentale dei caduti e l’ex sede delle Poste a Marzaglia. Dopo l’edilizia scolastica, è l’edilizia storica, costituita da edifici monumentali e di culto, ad avere subito i danni maggiori per complessivi 2 milioni di euro. Altri edifici colpiti dal sisma sono la sala Gradoni, il Circolo Asl di via del Pozzo, la sede del Centro documentazione donna, la palazzina di parco XXII Aprile, il parcheggio ex Moi, tutti di fatto inagibili, ma anche la stazione Autocorriere, l’ufficio Fallimenti, la Fiera di Modena e il Palamolza. L’edilizia sportiva ha registrato danni per 90 mila euro e l’edilizia produttiva e fieristica per circa un milione.
“In tutto, includendo anche Iva e spese tecniche e d’indagine, i danni causati alla città dal sisma ammontano a quasi 8 milioni di euro”, ha sottolineato il sindaco, che nel suo intervento ha ringraziato in modo particolare, oltre ai volontari, tutti i dipendenti per la prontezza con cui la struttura comunale ha risposto ha risposto alla richiesta di assistenza proveniente dalle zone più colpite.
Sono stati 68 i tecnici comunali inviati dal Comune per i sopralluoghi, 2500 le ore di lavoro dei funzionari comunali, senza contare l’impegno, diretto e nel coordinamento degli altri corpi, del Comando della Polizia municipale. Attualmente personale del Settore Lavori pubblici è anche impegnato nella redazione di progetti esecutivi per opere di urbanizzazione nei comuni di San Possidonio e Concordia sulla Secchia.

“Un evento tragico che ha influito sulla vita quotidiana di tante persone, cambiandole per sempre, ma che ha anche dato a chi lo ha vissuto una nuova riorganizzazione delle priorità. Le cose – case, oggetti, automobili – sono diventate improvvisamente effimere. Abbiamo riscoperto un senso di comunità spesso soffocato”.
Con queste considerazioni la presidente del Consiglio comunale Caterina Liotti ha aperto la seduta del Consiglio comunale di lunedì 17 settembre interamente dedicata a quanto si è fatto e si sta facendo per superare le conseguenze del terremoto e contribuire alla ripresa dei territori più duramente colpiti. Prima della relazione del sindaco Giorgio Pighi e del successivo dibattito, la presidente ha ricordato che: “Tanti in quei giorni si sono precipitati in strada e hanno condiviso le proprie paure. Le sensazioni di solidarietà, aiuto reciproco, comunità ritrovata, erano amplificate sui luoghi del cratere. Si dormiva con le porte aperte o in giardino, il senso di sicurezza veniva dal poter uscire rapidamente da casa, non dal chiudersi con doppie mandate e sbarre alle finestre”.
La presidente ha anche sottolineato come “il Festival Filosofia incentrato quest’anno, con una straordinaria coincidenza, sulle ‘cose’ abbia rappresentato un’occasione importante per riflettere su quelle cose alle quali, tante volte, abbiamo dato troppa importanza e che, con il terremoto, abbiamo rimesso in discussione: cose da salvare, cose di cui invece ci si può privare, cose che hanno segnato la nostra vita”.

