
L’intento, come espresso nella convocazione stessa dalla presidente della commissione, la consigliera Angela Zini, ha inteso dare il contributo della Provincia alle molteplici iniziative della Settimana della salute mentale.
“Si è infatti dell’avviso – ha puntualizzato Angela Zini – che per raggiungere l’obiettivo dello “star bene a Reggio Emilia”, debba crearsi uno stretto rapporto tra le varie componenti della comunità locale, tra coloro cioè che si impegnano ed operano ai vari livelli. Nel caso specifico, per vincere o almeno limitare le gravi sofferenze della malattia mentale.si fa riferimento alle istituzioni, agli operatori sanitari, ai gruppi di volontariato, alle famiglie”.
L’incontro con i medici che hanno accompagnato la commissione nella visita, il dottor Gaddomaria Grassi, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Reggio Emilia, e la dottoressa Chiara Bombardieri, responsabile della Biblioteca Livi, è stato proficuo e interessante, hanno infatti illustrato la storia del San Lazzaro, presentando dal vivo ai consiglieri provinciali il ricco patrimonio di documenti, strumenti e saperi che costituiscono la storia del S.Lazzaro, uno dei primi quattro istituti manicomiali italiani lungo il corso dei secoli.
Particolarmente coinvolgente anche la testimonianza del senatore Alessandro Carri, per anni presidente del Centro di Documemtazione della Storia della Psichiatria di Reggio Emilia, tuttora impegnato in prima persona a promuovere, attraverso la collaborazione di alcuni parlamentari reggiani, il nostro ex manicomio facendo del San Lazzaro un Museo Nazionale della Psichiatria.
Ed in effetti la Biblioteca Livi, definita dallo stesso ideatore, per anni direttore del San Lazzaro, “il museo delle anticaglie”, contiene testi e documenti di incommensurabile valore, come la Rivista Sperimentale di Freniatria, prima in assoluto in Italia, così come la conservazione delle circa centomila cartelle cliniche dei ricoverati a cominciare dal primo ottocento, fino alla chiusura dei manicomi in Italia con la legge 180 del 1978, la cosiddetta legge Basaglia, che al loro posto istituì i centri territoriali di salute mentale.
Passando poi alla visita dei consiglieri provinciali al Padiglione Lombroso, recentemente ristrutturato per adibirlo insieme alla Biblioteca Livi a museo multimediale, nei vari locali, comprese le celle di contenzione, sono esposti gli originari laboratori scientifici e fotografici, i graffiti murari ad opera dei ricoverati, vari strumenti e apparecchiature di sollievo, ma anche di contenzione…
“I manicomi fortunatamente sono stati chiusi così come gli istituti psichiatrici si sono riformati – ha commentato al termine della visita la presidente della commissione Angela Zini – ma la storia della psichiatria ha ancora un lungo cammino da percorrere e se il San Lazzaro potrà in futuro ospitare, oltre alle varie facoltà universitarie oggi presenti nei vari padiglioni, anche una facoltà di Storia della Psichiatria, allora il museo non sarà solo una esposizione di prodotti e documenti, ma una realtà viva, centro di studi e ricerca su una delle malattie che ancor oggi provoca grande sofferenza, solitudine ed emarginazione.

