
Sabattini ripercorre le tappe del progetto di riordino avviato dal governo nel dicembre 2011 con il decreto salva-Italia «che ha definito l’inizio del percorso, ipotizzando la trasformazione in ente di secondo grado con funzioni esclusivamente di indirizzo e coordinamento» e proseguito, nel luglio scorso, con la spending review «che ha in parte modificato il quadro, assegnando alle Province funzioni esclusive di area vasta per quanto riguarda pianificazione territoriale, edilizia scolastica, mobilità, trasporti, viabilità e ambiente e rinviando ad un successivo atto normativo la definizione di tempi e modalità di trasferimento ad altri enti locali delle funzioni rimanenti. Se il decreto emanato a novembre non diventerà legge – aggiunge – le Province rimarranno come sono. Naturalmente, viene sospeso il percorso di fusione con Reggio Emilia».
«Ho sempre sostenuto e continuo a sostenere la necessità di riorganizzare le strutture dello Stato, in un’ottica di maggior efficienza e miglior utilizzo delle risorse pubbliche – aggiunge Sabattini –Il percorso seguito dal governo tuttavia, ha già delegittimato le Province. L’unica certezza – ricorda il presidente – sono i tagli lineari fissati dalla spending review, che ci costringono a disegnare un bilancio 2013 inevitabilmente caratterizzato da robusti passi indietro su molte politiche e attività. Se questo è il risultato della riforma – conclude Sabattini – non c’è proprio niente di cui esultare».

