
“Occorre installare porte anti-incendio in questa struttura – ha precisato Martini – siamo prossimi a rientrare nell’ospedale di Finale Emilia con il Cup ed alcuni servizi ambulatoriali specialistici”. Assieme alla messa in sicurezza è stata fatta un’opera di recupero degli strumenti tecnologici dei nosocomi. Non solo. Si è cercato anche di migliorare le strutture dal punto di vista delle tecnologie e del comfort. “Pensiamo di rinnovare le tecnologie in pronto soccorso e nel reparto di cardiologia – ha proseguito il Direttore Ausl – per l’ospedale di Mirandola sono stati spesi 18 milioni per investimenti strutturali ed oltre 1,6 milioni per le nuove tecnologie. Finale Emilia ha richiesto una spesa di 110.000 euro per migliorie strumentali in alcuni reparti, inclusa radiologia. Complessivamente, includendo gli ospedali di Mirandola, Finale Emilia e Carpi, le spese del sisma ammontano a più di 35.507.000 euro”.
Importante anche il disegno presentato da Mario Meschieri, Direttore del Distretto Sanitario di Mirandola, che ha annunciato il progetto di sviluppare una Casa della Salute a Concordia che sia analoga a quella di Finale Emilia. In chiusura il Presidente dell’Ucman Alberto Silvestri, dopo aver ringraziato gli ospiti e gli operatori sanitari per quanto fatto in periodo di emergenza, ha sottolineato l’importanza di offrire servizi sanitari di qualità ai cittadini. E si è detto preoccupato per i tagli al settore. “Le dichiarazioni sui tagli di cui ha parlato il Premier Mario Monti sono inquietanti – ha detto Silvestri – credo che vista la nostra situazione noi si possa e si debba chiedere con forza che il territorio abbia un occhio di riguardo. Abbiamo un fortissimo bisogno di tornare alla normalità. Confermiamo i ragionamenti fatti sul Pal. Quanto all’idea di un nuovo ospedale baricentrico, penso che cercare di vedere il territorio in prospettiva sia un dovere della politica. Dobbiamo iniziare a pensare come immaginiamo che il territorio debba essere servito tra qualche anno dal punto di vista sanitario”.

