
L’assessore Arletti ha sottolineato come Modena, sulla scia di altre città, stia considerando diverse misure, tra cui anche, da ormai due anni, il progressivo utilizzo di lampade a led, il cui impiego immediato in tutti i 31 mila pali presenti sul territorio comporterebbe, però, un impegno di spesa di 15 milioni di euro. “La politica di riduzione delle spese e sprechi sull’illuminazione pubblica adottata dal nostro Comune si è attuata anche in base alle leggi europee e nazionali per il contrasto all’inquinamento luminoso”, ha affermato sottolineando come l’Italia sia la nazione che più spende per illuminazione pubblica. “L’esigenza di attuare ogni possibile risparmio nel consumo energetico – ha continuato l’assessore – è un dovere in epoche di bilanci che rischiano di tagliare il welfare; ovviamente il Comune di Modena ha cercato di tener conto delle segnalazioni dei cittadini, per questo il programma di accensione dell’illuminazione è cambiato rispetto ai mesi estivi. Non è certo nostra intenzione far sentire meno sicure le persone, ma stiamo progettando un modo più efficiente di gestire queste spese anche accogliendo le indicazioni che ci arrivano”, ha concluso.
Per il capogruppo di Modena Futura Nicola Rossi mentre “si parla di spese e costi, occorre essere consapevoli che certe zone devono essere assolutamente illuminate per ragioni di sicurezza, inoltre una città ben illuminata è anche una città viva, in grado di attrarre turismo. Quindi attenzione ai costi, ma anche a non eccedere”.
Un intervento che Sergio Celloni di Mpa ha detto di condividere perché “anche a prescindere dal discorso sulla sicurezza, per essere viva, una città deve essere illuminata. Spegnere le luci rischia di avere un ritorno pesante sulla città, mentre sono migliaia le diverse voci di spesa su cui si può risparmiare”.
Invece, Gian Carlo Pellacani del Pdl ha sostenuto la necessità del provvedimento e di sensibilizzare i cittadini alle scelte di risparmio energetico “salvaguardando il centro storico, poiché il discorso sull’illuminazione va coniugato con la sicurezza e occorre pianificare zone e orari. Magari – ha ipotizzato – si potrebbero dimezzare i pali di illuminazione accesi di notte soprattutto nelle strade di grande traffico di raccordo con la periferia”.
Per il Pd, Ingrid Caporioni ha introdotto nella discussione anche il tema dell’illuminazione delle vetrine: “Occorre trovare un punto d’incontro tra i diversi attori; l’illuminazione è importante ma occorre responsabilizzarci e trovare una soluzione magari attraverso un tavolo di confronto”, ha commentato dichiarandosi fiduciosa perchè “molto è stato fatto dall’assessorato all’Ambiente in tema di risparmi”.

