
Martedì 19 marzo, dopo 153 anni, una batteria di Aceto Balsamico Tradizionale della Consorteria di Spilamberto sarà ricollocata nell’antica dimora estense, nello stesso torrione settentrionale del palazzo: un primo passo simbolico verso il ripristino dell’antica acetaia ducale.
L’iniziativa è resa possibile dalla collaborazione tra la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale e l’Accademia Militare di Modena: alle 11.00 presso la Sala della Stringa, alla presenza del sindaco Giorgio Pighi e delle autorità cittadine, la botte più piccola di una batteria di sei vaselliverrà marchiata con lo stemma dell’Accademia, prima di essere messa a dimora nel torrione.
Questo evento simbolicofa rivivere e valorizza la storia e le tradizioni della città e ricostruisce un pezzo importante del nostro passato.
L’amore degli Estensi per il Balsamico è noto: un intero torrione del Palazzo Ducale – quello settentrionale, appunto – venne adibito alla sua produzione e affinamento: si compilavano libri e registri contabili in entrata e uscita per sapere sempre l’esatta quantità di mosto che doveva servire per “accomodare” l’acetaia.
Sia il Duca Francesco I d’Este che il suo predecessore Cesare controllavano sempre il consumo che si faceva a corte tramite un ‘ordinario’ sul quale venivano annotate le quantità usate da ogni singola persona.Nel 1796 l’allora duca Ercole III d’Este venne deposto da Napoleone Bonaparte e dovette fuggire da Modena portandosi via gran parte delle botti e delle bottigliette; delle restanti se ne appropriò proprio Vittorio Emanuele II.
Terminò così la storia dell’Aceto Ducale, ma fortunatamente non quella del Balsamico Tradizionale:le famiglie modenesi continuarono a tramandare questo patrimonio e a renderlo vero e proprio orgoglio della nostra terra, tant’è che inizialmente non se ne faceva commercio. Ogni famiglia lo produceva e lo custodiva gelosamente nelle proprie botti per poi donarlo alle persone di riguardo oarricchire la dote delle figlie, usanza che si è tramandata fino ad oggi.

