
Fra i temi analizzati nel corso delle celebrazioni, particolare rilevanza ha avuto quello legato alle politiche sui prezzi delle acque per uso industriale e agricolo. «Ci sono settori molto impattanti e idroesigenti – prosegue Freda – l’agricoltura assorbe il 66% della domanda d’acqua regionale, ed è importante che l’uso di settore sia estremamente oculato. Per contenere gli sprechi servono politiche di riuso e riciclo di acque di qualità inferiore rispetto a quella potabile, e occorre rivedere le politiche dei prezzi per incentivare un utilizzo più cauto delle risorse idriche: una risorsa limitata deve avere un prezzo, e aumentare il costo dell’acqua per uso irriguo porterebbe a un’attenzione maggiore ai consumi e a minori sprechi, favorendo inoltre lo sviluppo di tecnologie per diffondere l’utilizzo delle acque depurate. Le politiche di prezzo devono tener conto anche dell’inquinamento: se c’è un impatto sull’ambiente, bisogna che chi ne è responsabile investa risorse per mitigarlo e limitarlo alla fonte».
Attenzione al consumo, ma anche al clima: ecco un’altra buona pratica di fondamentale importanza. In Emilia-Romagna si è avuto un innalzamento medio delle temperature di 1,5° nell’ultimo mezzo secolo, le portate del Po sono diminuite quasi del 15% in un decennio e quella del 2012 è stata una delle estati meno piovose degli ultimi 100 anni. Mesi senza precipitazioni si sono tradotti in fiumi e laghi in sofferenza idrica e gravi danni per l’agricoltura e per l’intera economia, che nella sola Emilia-Romagna sono stimate intorno al miliardo di euro. «I cambiamenti climatici – aggiunge Freda – hanno influito sulla disponibilità dell’acqua: è importante monitorarli per prevenire le situazioni d’emergenza. Non bisogna mai abbassare la guardia: oltre al monitoraggio dei fenomeni siccitosi-climatici, la lotta alle cause, anche su scala regionale, e azioni concrete di adattamento per una gestione più “sopportabile” dei fenomeni meteorologici estremi diventano fondamentali».
A chiudere le celebrazioni sono stati i bambini e i ragazzi delle scuole, oggi protagonisti con un flash mob e il montaggio di frangigetto negli stabili di Vicolo Bolognetti: «La cultura dell’acqua, l’attenzione al risparmio e alla qualità – conclude Freda – deve essere condivisa con le giovani generazioni: significa investire sul futuro, creando una società nel tempo più accorta. Cominciando presto un processo di condivisione con i più giovani, avremo la certezza di avere cittadini, politici e amministratori più attenti in futuro».

