
Durante lo sciopero, sarà organizzato a partire dalle ore 9.30 e per tutta la mattinata un presidio con volantinaggio di lavoratori e sindacati davanti alla sede della farmacia del Pozzo in via Emilia Est, 416.
Nei vari incontri succedutisi nei mesi scorsi con Assofarm, i sindacati di categoria Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil avevano avanzato proposte che pur tenendo conto del contesto complicato in cui operano queste aziende (soggetto a liberalizzazioni e provvedimenti legislativi pesanti negli ultimi anni), salvaguardavano e mantenevano i diritti essenziali dei lavoratori.
Nonostante queste disponibilità, Assofarm è rimasta ferma sulle sue posizioni pretendendo di scrivere un contratto peggiorativo sia della parte normativa che economica, sia per gli addetti in essere che per i futuri assunti.
Negli ultimi mesi del 2012, Assofarm aveva disdettato il contratto nazionale e deciso di applicare dal 1° gennaio 2013 un Regolamento interno che contiene sia sul piano normativo che economico peggioramenti strutturali per tutti i lavoratori, gli stessi avanzati poi in trattativa (assorbimento di quote salariali, riduzione delle ore di ferie/permessi, aumento dell’orario di lavoro, riduzione delle maggiorazioni per festivi/turni, riduzione dell’indennità di malattia, ecc…).
Nell’ultimo incontro di ieri, Assofarm è rimasta ferma sulle proprie pretese e non ha presentato alcuna proposta positiva per fare passi avanti. Ai sindacati non è rimasto altro che dar corso allo sciopero di lunedì prossimo.
A Modena, nei mesi scorsi i lavoratori avevano portato la vertenza in Consiglio comunale, determinando prima un’interrogazione consiliare (dicembre 2012) e poi la mozione proposta dal gruppo di maggioranza e votata alcune settimane fa, che impegnava la Giunta a favorire in tempi brevi il rinnovo del contratto nazionale di settore e la non applicazione del Regolamento interno.
L’asprezza di questa vertenza, ripropone l’attacco ai diritti e salari dei lavoratori, oltre al peggioramento delle condizioni di lavoro, a cominciare dall’ampliamento delle aperture domenicali per effetto delle liberalizzazioni introdotte nel 2012.
(Rsa FCM Modena – Filcams/Cgil Modena)

