
Il primo dei sequestri avvenne la notte del 24 maggio 1981 a Brisighella nel ravennate, in danno di A.F., figlio ventiquattrenne di un imprenditore del luogo, mentre viaggiava in auto venne tamponato e fatto uscire di strada e rapito. Venne liberato, dietro il pagamento di un riscatto pari a 1.850.000.000 lire, nei pressi del casello autostradale di Modena Nord la mattina del 16 giugno 1981. Per quell’evento il F.B. fu condannato, nel gennaio del 1985, a 15 anni di reclusione.
Il secondo episodio risale alla notte tra il 23 ed il 24 dicembre 1982 quando all’interno della propria abitazione a Carpi nel modenese venne sequestrata la figlia di industriali del settore del legno. La ragazza, S.L., venne segregata, legata ad una brandina con una catena, all’interno del garage di una villa situata in Carpineta di Camugnano. Il riscatto pattuito in 800.000.000 di lire non venne mai pagato perché, a seguito dell’arresto di uno dei telefonisti della banda, si riuscì a individuare la prigione e liberare la ragazza la mattina del 14 gennaio 1983 con un blitz congiunto delle Forze di Polizia. Al termine delle indagini F.B. venne condannato alla pena di 19 anni di reclusione.
Le indagini iniziate nel maggio 2012 sviluppate mediante una complessa attività di intercettazione telefonica, autorizzata dalla Procura della Repubblica di Alessandria, ed in base ai risultati delle indagini forniti alle autorità iberiche tramite il Servizio Centrale Operativo e l’Interpol, l’uomo è stato localizzato in una villetta in un paese chiamato Esquivias nei pressi di Toledo. Si è scoperto che in passato lo stesso aveva lavorato in Spagna come cameriere in una pizzeria e, negli ultimi sei anni si è prevalentemente dedicato alla coltivazione di piante di marijuana che poi rivendeva. Infatti, nella villetta c’era un vivaio con 180 piante di marijuana, posto sotto sequestro.

