
Da qualche anno, qui a Sassuolo e nel suo comprensorio ceramico, sono in crescita gli sfratti per morosità (non si riesce a pagare il canone di locazione o il mutuo) , un dato significativo di una situazione che va degradando.
Ci sono diverse persone che purtroppo non avendo piu’ la casa sono costrette a vivere in macchina (circa 20 quelle segnalate!).
Per risolvere in parte il problema bisogna quindi favorire la nascita di accordi locali Comune-Costruttori per ottenere la disponibilità di una piu’ alta percentuale di nuovi alloggi da destinare alla locazione e/o alla acquisizione “sociale” (condizioni economiche molto piu’ favorevoli rispetto al libero mercato) .
Le richieste per alloggi popolari infatti sono in notevole aumento e l’offerta è sempre inadeguata.
Di cose se ne possono e se ne devono fare diverse, utilizzando tutti gli strumenti disponibili e differenziando gli interventi in relazione ai bisogni dei destinatari (anziani, giovani coppie, lavoratori in mobilità, donne sole, etc).
Ricordo che la casa è un diritto affermato dalla “Carta Universale dei diritti dell’uomo” e recepito come tale con una legge del ‘76 dallo Stato Italiano. Un diritto per i cittadini ha sempre o dovrebbe avere come conseguenza un “dovere- istituzionale” per chi governa una citta’.
Il problema casa non è solo un problema di civiltà, di per sé importantissimo, è una questione di portata vastissima, vitale per il “sistema paese di Sassuolo”. Dal modo in cui si risponderà a tale sfida possono dipendere i destini delle imprese, delle scuole, della sicurezza, cioè di tutta la comunità di Sassuolo e del suo comprensorio.
(Ivano Piccinini, Presidente Associazione Culturale Conto Anch’io a Sassuolo)

