
Dopo una breve sospensione sollecitata dal Presidente dell’Unione Giuseppe Schena per cercare di arrivare ad un documento unico “visto che i due odg riconoscono ambedue il principio della ‘residenzialità storica” si è tornati in aula dopo avere apportato alcune modifiche ai due odg: quello firmato da Giovanna Zironi infatti considerava nel dispositivo finale anche la dicitura “a parità di bisogni e salvo le emergenze” mentre quello del Pd invece vedeva sempre nel dispositivo finale cancellata l’indicazione a tenere in considerazione il principio contributivo all’interno del quale contemplare anche l’anzianità di residenza. Al momento del voto il primo odg è stato approvato da tutti i gruppi presenti in Consiglio, mentre il secondo ha avuto l’ok dal gruppo Pd, da Progetto Comune, dal PdL, da Articolo 3, da Sinistra per le Terre d’Argine, da G.Zironi, contrari Lega nord e Luca Lamma.
Si è passati poi al dibattito sul Regolamento dell’Unione delle Terre d’Argine per l’assegnazione definitiva degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), per la prima volta con contenuti uniformati per tutti e quattro i comuni membri. Come ha spiegato in aula l’assessore Zanni sono 775 gli alloggi ERP nell’Unione e ne sono stati assegnati 16 nel 2012 e 26 nel 2011. “Si è scelta la strada del bando aperto e non chiuso, e questa è la prima grossa novità: ogni sei mesi si potranno così aggiornare le graduatorie e la domanda si potrà fare in qualsiasi momento; è prevista poi una graduatoria speciale per i nuclei con disabili, mentre il principio della ‘residenzialità storica’ è sancito prevedendo un punto per anno di permanenza”. Luca Lamma ha proposto a questo punto di raddoppiare il periodo di permanenza o di attività lavorativa sul territorio che dà punteggio, da 5 a 10 anni, proponendo un emendamento al comma A12 del Regolamento. Daniela Depietri ha sottolineato come il vero problema sia la mancanza di una politica abitativa statale che aumenti il patrimonio pubblico edilizio a disposizione e come sia necessario anche l’adeguamento della Legge regionale 24 che definisce parte delle norme a cui questo Regolamento si ispira, ad esempio per quello che riguarda la definizione dell’Isee. G.Zironi ha segnalato il fatto che molti iscritti a queste graduatorie per la casa popolare abbiano alloggi al sud nei quali tornano d’estate e che l’ambito geografico delle proprietà eventualmente possedute richiesto dal Regolamento è poco vasto, mentre Paolo Zironi (Pd) ha spiegato che il punteggio sulla permanenza sul territorio cerca di evitare il fenomeno del nomadismo. Il consigliere Benatti ha affermato dal canto suo che questi punteggi comunque spostano poco, “e lo si vede quando si fanno le simulazioni”, criticato gli enti locali che quando comprano case lo fanno spendendo male e indicato nelle modalità di uscita dalle graduatorie un fattore importante quanto quelle di entrata “perché l’ERP non può essere che uno strumento temporaneo, non garantito a vita”. E se Alboresi (Lega nord) ha sostenuto l’emendamento di Lamma l’assessore Zanni in sede di replica ha spiegato che molte delle osservazioni dei consiglieri riguardavano norme sancite dalla Legge regionale e che il Regolamento dell’Unione non può non considerare. “Chi è nella casa popolare ha diritto di rimanerci, fatti salvi i ‘furbetti’. Acer controlla e sfrattiamo chi non paga. E’vero che lo Stato centrale è assente sulle politiche abitative a differenza della Regione ma il 95% di chi abita in alloggi Erp è qui da almeno 20 anni”.
L’emendamento presentato da Lamma ha ottenuto i voti dei consiglieri Lamma, Palumbo, G.Zironi, Benatti e Alboresi, contrari gli altri: il Regolamento invece ha ottenuto l’unanimità dei voti ad eccezione di quelli di Lamma (contrario) e Alboresi (astenuto).

