
Le normative hanno disegnato una mappa che delimita un’area all’interno della quale sono obbligatori degli adeguamenti sismici, da realizzarsi con finanziamenti statali. Ma cosa accade alla imprese del modenese o di altre zone che sono fuori dalla mappa? Non hanno alcun vincolo e se vogliono adottare misure anti sismiche le devono pagare di tasca propria.
“Chi si prende la responsabilità di eventuali altri danni a capannoni che stanno al di fuori della mappa, e che di conseguenza non sono soggetti al vincolo di adeguamenti sismici? – si chiede Luca Davoli, presidente di Unindustria Servizi-. Su quale coscienza ricadranno i morti di eventuali nuove scosse? Questa mappa divide i vivi dai morti, chi può stare sereno da chi non può stare sereno, come se ci fossero lavoratori di serie A e di serie B. Non è concepibile – prosegue Davoli rivolgendosi al legislatore – che una linea divida in due gruppi dei capannoni limitrofi e ugualmente vulnerabili”.

