
Il colpo si è svolto in pochi minuti secondo un copione probabilmente ben collaudato. Un uomo ed una donna fingendosi clienti il tardo pomeriggio dello scorso 30 gennaio sono entrati nel’oreficeria chiedendo di poter vedere dei bracciali. Poco dopo è entrata un’altra donna (poi rivelatasi complice dei primi due) che ha chiesto di poter vedere altri preziosi. Un evidente stratagemma per distrarre l’esercente ed appropriarsi di due rotoli contenenti circa un chilo d’oro tra bracciali e collane. Quando l’orefice si è accorta del furto era troppo tardi i tre erano già andati via. Un allontanamento frettoloso che non è passato inosservato ad un carabiniere del paese che libero dal servizio annottava la targa di un auto con un uomo e due donne che si allontanava dalla piazza. Gli occupanti per descrizione fornita dalla derubata sono risultati essere per l’appunto i “clienti” dell’oreficeria. Dallo sviluppo investigativo della targa e i successivi incroci con le frequentazioni del proprietario i carabinieri di Casalgrande hanno stretto le indagati attorno agli odierni indagati nei confronti dei quali sono stati acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità alla base degli odierni provvedimenti restrittivi che hanno condotto in carcere i 3 nomadi.

