
L’iniziativa, nata da “Terre di Mezzo” e promossa da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Upi (Unione Province italiane) e Legautonomie dell’Emilia-Romagna, dà voce alle preoccupazioni e all’impegno dei sindaci – che si mettono in rete tra loro e con associazioni e istituzioni dei territori, Asl e prefetture – per prevenire e contrastare i rischi sociali, economici, culturali, e di infiltrazioni della criminalità organizzata legati al fenomeno.
“La ludopatia, in provincia di Modena i casi stimati sono circa tremila, è un dramma che colpisce le famiglie, minandone gli equilibri e inasprendo i momenti di crisi economica – commenta l’assessore Prampolini -. È un nostro dovere, alla luce anche dell’attualità e delle indagini in corso, lavorare per contrastare i rischi legati al gioco d’azzardo e costruire consapevolezza, impegnandoci nell’informazione e nell’educazione già a partire dai bambini e stando vicini alle famiglie. Con questa adesione, come già con il club delle aziende per la responsabilità sociale d’impresa e con altre iniziative – conclude Prampolini – intendiamo promuovere un’idea di economia etica, insieme anche ai privati che sviluppano progetti che vadano in quella direzione”.
La cronaca giudiziaria e i dati sono allarmanti: i numeri presentati dal “Manifesto dei sindaci” parlano, a livello nazionale, di 100 miliardi di fatturato (pari al 4% del PIL nazionale come se fosse la 3° industria italiana); 12 % della spesa delle famiglie italiane; 400 mila slot-machine, 6 mila 181 locali e agenzie autorizzate; 15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800 mila i giocatori già patologici; 5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.

