
La riforma Fornero – spiega il documento – non conteggia più nel calcolo pensionistico le giornate in cui i lavoratori si sono assentati dal lavoro perché impegnati nella donazione del sangue. Il lavoratore è autorizzato dalla legge 219/05 (che all’articolo 8 prevede il riconoscimento della retribuzione e dei contributi per la giornata in cui si è compiuta la donazione) ad assentarsi dal lavoro per effettuare la donazione del sangue. “A causa delle norme introdotte con la suddetta riforma – prosegue l’odg – i donatori del sangue saranno costretti ad andare in pensione più tardi (fino a 160 giorni di lavoro) a meno che non si opti per andare comunque in pensione rinunciando ad una quota parte dell’assegno previdenziale, quantificabile tra l’1 e il 2% dell’ammontare della pensione.”
L’odg ricorda inoltre che “il senatore Luciano Pizzetti ha presentato negli ultimi giorni un emendamento al decreto-legge sul riordino della pubblica amministrazione che è stato accolto lunedì (con approvazione del governo) in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama”.
La misura prevista dalla legge Fornero – sottolinea l’odg –scoraggia per l’immediato futuro la chiamata di donatori, mettendo così seriamente a rischio l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale di sangue e di emocomponenti. E’ pertanto necessario giungere entro breve tempo ad una soluzione chiara e definitiva, in modo da dare certezze ai donatori che sono, prima di tutto, cittadini.”

