
Zinani motiva in questo modo la sua proposta. “Siamo convinti che le strutture esterne ai locali, realizzate secondo criteri sempre più stringenti e ispirati al miglioramento del decoro dell’area, creano arredo urbano e contribuiscono, e questo è un dato di fatto, all’abbellimento della zona nella quale sono ubicati. Oltre a questo, i dehors diventano punto di aggregazione e contribuiscono a far vivere gli spazi della città, in molti casi nel corso dell’intero anno, date le possibilità di mantenerli anche in inverno”.
“Aggiungiamo inoltre – prosegue Zinani – cosa per altro risaputa, che i gestori di bar e ristoranti pagano già per il cosiddetto ‘plateatico’: tassa di occupazione di suolo pubblico, verso la quale siamo a ribadire con forza la nostra netta contrarietà. Un ulteriore aggravio dell’imposizione locale andrebbe a mettere in ulteriore difficoltà imprese che devono fare i conti con il calo dei consumi (-2,6% nei primi sei mesi del 2013, fonte: Osservatorio economico di Confesercenti Modena), mentre sono alle prese con il ritocco dell’IVA e il resto dell’imposizione fiscale”.
“Da ultimo, e non certo per minore importanza – evidenzia FIEPET-Confesercenti – sul territorio regionale e non solo, questa scelta è già stata effettuata da qualche comune mentre è al vaglio da diverse amministrazioni comunali, al fine di non gravare ulteriormente nei confronti di un settore, che già paga abbastanza. Per questo ci rivolgiamo a tutti comuni della provincia affinché non estendano l’applicazione della Tares anche ai plateatici. Rappresenterebbe un segnale importante per gli operatori dei pubblici esercizi che operano nel capoluogo e in tutti i centri del territorio. A maggior ragione in quei Comuni colpiti dal sisma”.

