
Campagnoli ha poi delineato le possibili direttrici per lo sviluppo e la ulteriore qualificazione della Fiera: restyling dell’ingresso nord e di piazza della Costituzione; collegamento ferroviario stazione-Fiera; parcheggio unico via Michelino, nuovo padiglione multifunzionale (per eventi e spettacoli) e nuovo polo congressuale.
Il presidente ha inoltre fornito alcuni dati (anno 2012) che confermano la Fiera di Bologna come il secondo polo fieristico italiano dopo Milano: 114 milioni di euro di fatturato (di cui 25 milioni da manifestazioni internazionali), un milione e 300 mila visitatori di cui 250 mila dall’estero.
Sull’informativa è intervenuto il presidente Grillini che ha sottolineato l’esigenza di “agganciare, innovando, i temi e la cultura del digitale” e di “utilizzare gli spazi fieristici per eventi e manifestazioni legati in particolare alla città”. Per chiarimenti sulla viabilità e sulla riqualificazione sono intervenuti Andrea Defranceschi (Mov5stelle) e Antonio Mumolo (Pd). Sulla tempistica delle scelte di Bologna Fiere (Motor Show e non solo) e sulle possibilità date da Expo 2015 è intervenuta Silvia Noe’ (Udc). Giovanni Favia (Misto) ha sottolineato alcune problematiche: furti in zona Fiera, mobilità e tariffe alberghiere e spazi e padiglioni inutilizzati. Il consigliere ha parlato anche di “fuga, inevitabile, degli organizzatori dal Motor Show”. Tiziano Alessandrini (Pd) ha rimarcato l’esigenza, già ribadita da Campagnoli, di “una politica nazionale del Governo su Fiere e sul comparto auto” e di “una programmazione regionale del sistema fieristico, incentrato su tre poli”.

