
L’accordo di programma (sottoscritto da Provincia, Comuni, Ufficio Scolastico Territoriale ed Ausl), riapprovato di recente individua nelle figure dei tutor un mero volontario-amico a cui spetta un semplice rimborso spese, mentre nella esperienza che abbiamo vissuto in questi anni in provincia la gran parte dei tutor è diventanta indispensabile figura di sostegno per un congruo numero di ore settimanali spesso di compresenza in aula.
Di fatto molti di loro non giocano un ruolo da coetanei-amici, ma hanno età più mature e con competenze alte, tant’è che il Comune di Modena ha riconosciuto correttamente questa funzione stabilizzando i percorsi professionali dei tutor e prevedendo un equo compenso come lavoratori.
Sottolineare questa impostazione volontaristica in un quadro di tagli significa perciò penalizzare i tutor nel corrispettivo economico e nei diritti, ma soprattutto un ulteriore impoverimento della risposta assistenziale ed educativa nei confronti dei disabili e delle loro famiglie.
In questo quadro , la CGIL evidenzia , inoltre, un calo del numero delle figure di tutor attivate e un ritardo insostenibile nella loro individuazione e nomina in alcuni istituti, creando in questo modo un vuoto concreto nell’attività di sostegno alla disabilità.
(Segreteria CGIL Modena)

