
Nel condividere la necessità di tutelare con il rinnovo del contratto il potere di acquisto dei lavoratori, come facciamo ampiamente con la nostra proposta, riteniamo con convinzione che non si debba dimenticare in questa fase la difficile realtà produttiva del settore, drammatica per alcuni comparti e territori, considerando anche gli effetti che gli inevitabili aumenti del costo del lavoro a regime hanno, insieme agli altri fattori, sulla competitività degli stabilimenti italiani.
Tale situazione di difficoltà non solo congiunturale e’ stata costantemente e responsabilmente portata all’attenzione delle OO.SS. nel corso di questi mesi di negoziato ma, nonostante ciò, l’attenzione della controparte viene concentrata su impropri raffronti con rinnovi contrattuali di altri settori che, senza comparare i rispettivi minimi salariali, le retribuzioni di secondo livello, l’incidenza del costo del lavoro, la struttura e le condizioni di mercato, allontanano ancora di più la trattativa dalla realtà operativa delle imprese ceramiche del nostro Paese.
Per proseguire nella trattativa stessa, oltre all’innegabile impegno di tutti, occorre anche una certa moderazione che continuiamo a non riscontrare nella nostra controparte.

