
Lo studio identifica per la prima volta un’alterazione genetica, un polimorfismo del gene PTX 3, capace di rendere meno efficienti le difese cellulari contro le infezioni, in particolare contro i funghi filamentosi, tra cui varie specie di Aspergillus.
“Ricevere un trapianto di midollo osseo/staminali periferiche da un donatore che risulti portatore asintomatico di tale polimorfismo genetico – spiega il prof. Mario Luppi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – conferisce al ricevente del trapianto un rischio maggiore di sviluppare una aspergillosi invasiva, specialmente polmonare. Potere riconoscere tali caratteristiche biologiche nei pazienti trapiantati ci permette di prevenire o curare in modo più tempestivo le complicanze infettive in questi pazienti molto fragili, dal punto di vista immunologico”.
Il contributo maggiore allo studio è venuto dal ricercatore dott. Leonardo Potenza, co-autore dello studio, che da anni ha affrontato il problema della diagnosi precoce delle infezioni fungine e virali nei pazienti affetti da neoplasie ematologiche, ad esempio linfomi, mieloma multiplo, leucemie acute e croniche e nei pazienti trapiantati di midollo osseo/staminali periferiche e di organo solido.
Tale interesse, negli ultimi 5 anni, ha portato alla pubblicazione di diversi lavori scientifici nei quali si descrivono, per la prima volta, la scoperta e la validazione in clinica di: test immunologici capaci di diagnosticare in modo precoce e specifico infezioni virali erpetiche ed infezioni da Aspergillus e da Mucor, misurando e caratterizzando la risposta immunologica dell’ospite diretta contro questi patogeni; test genetici che, definendo un profilo di geni che codificano per fattori di difesa cellulare contro i patogeni, consentono di “fotografare” i profili genetici associati ad un rischio aumentato di sviluppare gravi infezioni fungine o viceversa associati ad una grado di protezione nei confronti di questi patogeni.
“Tali scoperte – precisa il dott. Leonardo Potenza, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell’Adulto dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – ci consentono, tra l’altro, di offrire ai nostri pazienti test per la diagnosi di infezioni fungine, che noi abbiamo ideato e brevettato in collaborazione con l’Ateneo, e che hanno dimostrato di migliorare enormemente la diagnosi di questa gravissime complicanze, per la quale i test diagnostici <routinari> sono in larga parte inefficaci”.
“Non mi nascondo la soddisfazione – ha commentato il Rettore prof. Angelo O. Andrisano – di vedere confermato con questa pubblicazione il valore dei nostri ricercatori, che sottolinea il fondamentale apporto della ricerca clinica ed accademica per il progresso della medicina e delle terapie”.

