
L’andamento stagionale Come quello passato, anche l’inverno 2013/14 risulta ad oggi parecchio influenzato da crisi economica e condizioni meteo avverse. Temperature elevate e scarso innevamento nel periodo compreso tra Natale e l’Epifania hanno limitato notevolmente l’afflusso turistico: col numero delle presenze in ulteriore calo rispetto a quelle della scorsa stagione, oltretutto già negativo. Condizioni che si sono poi perpetuate a gennaio e in parte febbraio incrementando la contrazione di arrivi e vacanzieri nelle strutture ricettive. Leggermente meglio marzo, per ora, ma sempre con un andamento negativo rispetto al 2013. Le avverse condizioni climatiche poi caratterizzanti quasi tutti i fine settimana, hanno contribuito inoltre al calo dei pacchetti week-end e week end lunghi, formule preferite nelle passate stagioni. Qualche speranza viene riposta nelle prossime festività Pasquali: anche se per ragioni di calendario, difficilmente questo periodo risolleverà le sorti della stagione.
L’andamento delle strutture ricettive: alberghiero e ristorazione Complessivamente il campione di strutture alberghiere monitorate da Confesercenti rileva un calo delle presenze del -20% rispetto all’inverno 2012/2013. Da notare poi che i prezzi sono stabili ormai da tre anni e che per cercare di mantenere la percentuale di occupazione delle camere, molti alberghi hanno praticato promozioni con forti sconti sui listini. Strategie commerciali che stanno portando all’azzeramento dei margini di guadagno: tentativi estremi di sopravvivenza pur di poter mantenere aperte le strutture.
“Se a bilanci definitivamente chiusi saranno confermati questi dati, deciso calo delle vendite di skipass, delle presenze nelle strutture turistiche e dei consumi nei ristoranti, dovremo aprire una profonda riflessione sulle politiche di promo commercializzazione del nostro Appennino – dichiara Confesercenti – Continuare a puntare su un mercato di prossimità composto da provincia di Modena e limitrofe, su cui vendere solo ed esclusivamente il prodotto neve, significa restare inesorabilmente appesi alle condizioni meteo. Col rischio tangibile che, il ripetersi di un’altra stagione analoga a questa, potrebbe significare la chiusura definitiva di molte strutture.
“Al fine dunque di non solo scongiurare, quanto prevenire il pericolo del crollo del sistema turistico del nostro Appennino, occorre capire su quali mercati potrebbe essere indirizzata l’offerta e cosa soprattutto proporre ad essi. Nei termini oggi imprescindibili di un prodotto oltre che competitivo, più strutturato e articolato. Per questo risulta fondamentale modificare le strategie di promo-commercializzazione. Operazione che porta ad un profondo ripensamento del ruolo del Consorzio Valli del Cimone che deve essere strategicamente riposizionato in funzione delle nuove esigenze degli operatori turistici. Confidiamo che il percorso di trasformazione avviato porti quindi il Consorzio ad essere all’altezza del compito”, conclude Confesercenti.

