
“Alla luce di ciò, non ci saranno quindi ulteriori risorse economiche a disposizione per finanziare non soltanto il pagamento di uno stipendio di un manager, ma nemmeno mostre o attività di promozione a livello nazionale o internazionale”.
Risorse che secondo Confesercenti vanno trovate tra i privati – incentivati con il 65% di credito d’imposta – e tra gli Enti presenti sul territorio che possano contribuire in maniera adeguata, come la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, in questo momento però già fortemente impegnata sul fronte Sant’Agostino.
“Secondo noi è necessario – sottolinea ancora Confesercenti – un grande lavoro di squadra con una regia forte e una strategia condivisa, con la città che si muova per tempo per cercare di determinare le scelte ed evitare che un museo che faceva 20.000 ingressi l’anno rimanga solo, slegato dalla Soprintendenza, con meno fondi e meno attenzione. Fondamentale poi la necessità che il nuovo assetto dirigenziale sia fortemente orientato all’integrazione tra promozione culturale e turistica”.
Per completare la visione d’insieme, Confesercenti ricorda anche che bisognerà rapportarsi con soggetti che vivranno a loro volta una forte trasformazione, come la Soprintendenza stessa, la Direzione Regionale, ed infine la prevista creazione – tutta ancora da definire – di poli museali regionali.

