
L’Unione delle Terre d’Argine intende dunque rispondere alla crisi attraverso le potenzialità dell’economia della cultura, che diviene essa stessa oggetto di pianificazione, insieme agli altri fattori di sviluppo economico e sociale, prospettandosi come motore della capacità di presentarsi e reinventarsi. La formula è quella del leisure & business complex (in italiano una definizione che assomma vendita al dettaglio, affari e tempo libero) concetto che ha permesso a molte città e territori di conquistarsi una visibilità turistica internazionale, mai avuta in precedenza. Non è un caso infatti se negli ultimi anni si è assistito ad un vistoso incremento di strutture per la cultura ed il tempo libero, funzioni attrattive a livello locale e globale sulle quali si è investito per trasformare l’immagine e l’economia di numerose realtà europee.
Lo studio di fattibilità (tale intervento si inserisce nell’ambito delle competenze dello Sportello Unico per le Attività Produttive dell’Unione) si pone tre importanti obiettivi: individuare i macro-scenari economici rispetto ai quali orientare le politiche di sviluppo locale; superare i punti di debolezza del sistema territoriale e raggiungere le potenzialità non espresse da questo; creare un partenariato pubblico-privato per sviluppare il successivo piano strategico d’area vasta, anche un confronto con altre soggettività territoriali, finalizzato a definire azioni e finanziamenti per i prossimi 15-20 anni.
Il futuro dei territori risiede nella capacità di sviluppare politiche unitarie, cooperare con i vari livelli istituzionali e condividere le scelte di sviluppo con i cittadini e gli imprenditori.

