
Alla celebrazione nell’Aula consiliare erano presenti i parenti di Ermanno Gorrieri, componenti della Fondazione omonima, rappresentanti di istituzioni locali e nazionali, forze dell’ordine, rappresentanti del Comune di Montefiorino che hanno esposto il proprio gonfalone accanto a quello del Comune di Modena.
“Quella di Gorrieri è una lezione mai così attuale come ora – ha commentato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli – sia sul piano del confronto che delle idee. Il ricordo di uno dei cittadini più illustri di Modena non è solo un atto dovuto, ma un impegno per lasciare qualcosa di buono ai nostri figli, tenendo ben presenti le nostre radici per lavorare meglio oggi e domani”. Il sindaco ha evidenziato come “lasciando il mercato all’autoregolazione le distanze sociali si siano allargate e le ingiustizie siano cresciute rischiando di aumentare ulteriormente a causa del pericolo oggi più grande, cioè la frammentazione del mercato del lavoro e la precarietà di intere generazioni. Bisogna restare fedeli al dovere di rimuovere le disuguaglianze sociali su cui Gorrieri si è speso a lungo – ha proseguito – per garantire a tutti l’effettivo esercizio dei diritti. È necessario proseguire sulla strada delle politiche redistributive per garantire una soglia dignitosa di vita a tutti. Dobbiamo continuare a imparare la sua lezione sull’intransigenza rispetto alla garanzia dei diritti e sull’attenzione agli esiti concreti delle politiche portate avanti”.
La presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti di Ermanno Gorrieri ha messo in evidenza “la passione per la giustizia tesa a dare sostanza allo Stato democratico e la tensione verso l’equità e l’uguaglianza, a cui dovranno attenersi anche i prossimi bilanci comunali, vissuta lavorando instancabilmente per trovare nuove soluzioni a partire dai fatti, da artigiano della ricerca sociale quale si definiva. Un uomo esemplare – ha proseguito la presidente Maletti – che è stato ed è tuttora, per me, una figura di riferimento importante; che ha cambiato l’Italia grazie ai suoi studi e al rigoroso lavoro svolto nell’ambito della coesione sociale e la cui la fede non ha mai precluso rapporti di grande apertura a personalità con idee differenti”. La presidente l’ha ricordato come l’ideatore “dei primi laboratori di idee che erano gruppi partecipati aperti a tutti”, oltre che come autore del saggio “Parti uguali tra disuguali” che con “l’attenzione per i diritti di cittadinanza, i lavori di cura e non di mercato, la qualità più ancora della quantità del lavoro” e “l’attenzione a fornire sistemi di protezione adeguati e inclusivi agli ultimi, rappresenta ancora oggi l’unica via per evitare le polarizzazioni della distribuzione dei redditi e richiede un ripensamento netto sul ruolo del sistema fiscale e la definizione di nuove relazioni tra mercato, stato e famiglia”.

