
Gli studenti della Pascoli sono stati premiati perché i loro elaborati rappresentano al meglio i temi al centro del progetto: un diario/staffetta in cui hanno raccontato le proprie esperienze sul “rispetto” e un poster nel quale hanno immaginato come potrebbe cambiare una piazza della loro città (piazza Garibaldi) per diventare luogo di “condivisione” (immagine).
“Tuo come fosse mio”, progetto coordinato dal pedagogista e ricercatore Luca Ghirotto, ha coinvolto nell’anno scolastico 2013-2014 le scuole primarie di Marche, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Toscana, Abruzzo e Puglia. A ottobre 2013 è stato distribuito un “kit” con il diario/staffetta di “Harry il leprotto” (mascotte di Solo Affitti) che gli insegnanti hanno fatto passare di mano in mano fra gli alunni, i quali insieme ai genitori hanno costruito un “decalogo del rispetto” raccontando attraverso il diario storie o esperienze dirette sul tema. L’iniziativa ha proposto attività educative, consigli, suggerimenti e giochi per coinvolgere i bambini, in classe e a casa. Oltre a raccontare le loro storie di rispetto sul diario di “Harry il leprotto”, i bambini hanno adottato un luogo e appeso un poster in classe dove sintetizzare le attività svolte. Si andava dal semplice crucipuzzle a giochi di ruolo incentrati sul proprio rapporto con le regole.
“Occupandoci di case in affitto – spiega Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – spesso ci confrontiamo con il tema del rispetto: quello che si aspetta il proprietario per il proprio immobile e quello dimostrato dall’inquilino. Anche nei luoghi pubblici, a scuola, al parco ci capita di vedere adulti e bambini compiere gesti poco rispettosi delle cose comuni. E poiché il rispetto si impara fin da piccoli abbiamo pensato a questo progetto coinvolgendo alunni, docenti e genitori, tessere di un unico puzzle. Il rispetto – aggiunge Spronelli – lo trasmettiamo ai nostri figli proprio mentre ce ne prendiamo cura: regalando loro sorrisi e coccole, cambiandogli il pannolino, nutrendoli, ma soprattutto comprendendo i loro messaggi. Se i bambini si sentono capiti si sentono anche curati. Chi lo sperimenta su di sé, apprende più facilmente il significato dell’aver cura e, quindi, del rispetto. Così imparano a capire i motivi per cui vale la pena seguire le regole. Una consapevolezza che si alimenta con l’esempio degli adulti di riferimento. L’obiettivo fondamentale del progetto – conclude il presidente di Solo Affitti – è stato perciò trasmettere le regole, utilizzando molto il gioco, e facendole diventare qualcosa di spontaneo e naturale invece che semplice imposizione dall’esterno”.

