
Lo rende noto Desi Bruno, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, che ha appreso dal difensore di fiducia di Pizzolato che il ministro della Giustizia avrebbe emesso un provvedimento con il quale autorizza il Governo brasiliano a dare esecuzione al decreto di concessione dell’estradizione fin dal prossimo 15 giugno.
“E’ evidente che se ciò avvenisse si profilerebbe una violazione del diritto di difesa e della possibilità di adire l’autorità giudiziaria competente per far accertare la ritenuta illegittimità del decreto di estradizione- spiega Bruno-, la preoccupazione resta legata al rischio che il rientro in Brasile possa esporre Pizzolato a un concreto pericolo di trattamenti disumani e degradanti fino al rischio di morte in quanto il sistema penitenziario brasiliano è internazionalmente riconosciuto e censurato per essere caratterizzato da inaccettabili violazioni dei diritti umani ed essere privo delle condizioni minime di sicurezza e assistenza”. Anche se, aggiunge la Garante, “risulta che il Governo brasiliano abbia dato rassicurazioni nel senso di fornire un congruo trattamento penitenziario, rispettoso dei diritti umani fondamentali”.
Secondo Bruno è importante “sottolineare che Pizzolato, sin dal suo ingresso in carcere a Modena, alla fine di febbraio 2014, ha intrapreso un importante percorso di risocializzazione e di rieducazione, collaborando attivamente con il gruppo Carcere-Città, associazione di volontariato con un’esperienza ormai trentennale in ambito penitenziario, e che un possibile sradicamento dall’attuale contesto sarebbe fortemente destabilizzante”.
Ma soprattuto, conclude la Garante, “Pizzolato è pur sempre cittadino italiano, ed è quindi una anomalia la mancata applicazione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Repubblica federativa del Brasile, sottoscritto a Brasilia nel 2008, che prevede la possibilità per il detenuto condannato di scontare la pena nel Paese di cui è cittadino”.
Per Bruno, quindi ,”l’auspicio è che quantomeno possa essere garantito a Pizzolato di restare in Italia, senza che sia data esecuzione all’estradizione verso il Brasile, sino a quando non siano stati esperiti tutti i rimedi giurisdizionali, interni e sovranazionali, potendosi profilare, in caso contrario, un pregiudizio grave e irreparabile”.

