
Il tema sul quale le parti non hanno trovato un punto d’incontro è relativo all’applicazione anche per i dipendenti della Polizia Municipale del “Regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e servizi”, già in vigore per le altre strutture organizzative del Comune di Bologna. Si tratta pertanto di estendere anche al settore della Polizia Municipale le regole attualmente in vigore in materia di organizzazione e mobilità interna. Contrariamente, la posizione dei sindacati è di definire regole ad hoc solo per il Corpo di Polizia Municipale. Il Comune trova tale posizione incomprensibile, sia perché l’estensione delle regole equipara sostanzialmente gli operatori della Polizia Municipale a tutti gli altri dipendenti comunali, sia perché tali regole sono conformi alla normativa nazionale vigente per i pubblici dipendenti. La mobilità interna con l’atto unilaterale sottoscritto lo scorso luglio dalla delegazione trattante viene gestita con la pubblicazione di bandi interni e successiva selezione del dipendente attraverso l’applicazione di criteri oggettivi quali volontarietà, anzianità e altri fattori professionali.
Non c’è pertanto nessun intento persecutorio da parte del Comune di Bologna, ma la volontà di rendere l’organizzazione operativa della Polizia Municipale maggiormente rispondente alle necessità della città. Per tali ragioni non risultano ancora chiari i motivi che hanno portato questa mattina i sindacati a confermare le iniziative di mobilitazione annunciate a mezzo stampa nei giorni scorsi.

