
Federconsumatori é convinta che la strada per evitare tutto questo, sia una apertura totale alla possibilità di vendere in saldo, in tutti i periodi dell’anno, senza vincoli di date. Per risollevare i consumi serve una completa di liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio porterà solo ad una diffusa attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti, facendoci assistere, proprio come ora ad una situazione di concorrenza, a tratti sleale tra commercianti, poiché vengono messi in atto dei saldi camuffati.
L’altro aspetto della questione è relativo alla possibilità di incorrere in truffe e finte promozioni che, purtroppo, sono sempre dietro l’angolo. Ecco alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere raggirati:
1. Prima dell’avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare. In questo modo si potrà valutare la reale convenienza dello sconto;
2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità;
3. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto);
4. Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto;
5. Il pagamento con carte di credito o bancomat tramite POS, deve essere accettato, come negli altri periodi dell’anno.
6. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I prodotti di risulta o di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo;
7. Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata;
8. I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di privilegiare i negozi in cui sia possibile provare tali capi;
9. Per problemi o “bufale” rivolgersi ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o alle associazioni dei consumatori.

