
Paure che s’intrecciano e si rafforzano le une alle altre, immagini e deliri personali, la maniacalità del ricordo e dell’osservazione; ma soprattutto la lucidità estrema del ragionare. Siamo abituati a pensare alla follia come a qualcosa che rapisce, che prende da fuori, forse che inebria, come una sorta di romantico entusiasmo. Questo testo dimostra in modo inequivocabile che nulla viene dal di fuori, che la depressione non è affatto un agente patogeno esterno da curarsi tramite “lobotomie chimiche”.
Psicosi delle 4 e 48 è un ritratto dove l’unica via di uscita al mancamento è lo specchiarsi dentro la cruda e vera realtà del proprio malessere, è un combattimento contro un potere che non capisce o fa solo finta di capire la pena, sublimandola in un balletto di vane parole, una scelta radicale per uscire dal mondo con un ultimo strappo alla vita.
Lo spettacolo è nella rassegna La corsa di fuochi che rientra nel progetto Andante finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio sostenuto da Comune di Modena e Regione Emilia Romagna con la collaborazioone di Arci
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