ISEE2015È di un paio di giorni fa la sentenza del Consiglio di Stato che, nel rigettare l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero dell’economia e delle finanze, accoglie la sentenza del TAR Lazio – Roma, sez. I, n. 2459/2015, concernente il regolamento sulla revisione delle modalità di determinazione e sui campi di applicazione dell’Isee. «Si era arrivati al paradosso» afferma il Presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco «che la disabilità fosse considerata fonte di reddito». «Il Caf Acli di Bologna» prosegue Diaco «aveva raccolto le preoccupazioni di tante famiglie di persone con deficit, le quali si trovavano nella situazione di vedersi negare prestazioni di sostegno al reddito ed esenzioni, quando è ben noto quanto possa essere gravosa anche economicamente l’assistenza a una persona in situazione di handicap grave». «Il ricorso, promosso da alcune famiglie ed Associazioni, è stato accolto solo parzialmente» commenta Maurizio Basaglia, Direttore del Caf Acli di Bologna. «Infatti, la richiesta iniziale, di dichiarare illegittimo l’intero impianto normativo ISEE, avrebbe provocato conseguenze incalcolabili» prosegue Basaglia. «Tuttavia», precisa, «non sono meno importanti i rimanenti due punti sui quali i giudici del Consiglio di Stato hanno dato ragione agli appellanti, ovvero quello che annulla la parte dell’articolo che inseriva tra i redditi anche le indennità a sostegno della disabilità e quello che cancella la discriminazione tra disabili minorenni e maggiorenni, disegnata con franchigie differenti». «Le ripercussioni che deriveranno da questa sentenza sono da considerare in funzione del numero di soggetti che verosimilmente chiederanno di ottenere un’attestazione ISEE aggiornata, in ossequio alla sentenza del Consiglio di Stato. Nel nostro caso, per la provincia di Bologna e Reggio Emilia, lo scorso anno abbiamo elaborato dichiarazioni ISEE per 1396 soggetti titolari di indennità di accompagnamento; nel 2016  fino ad oggi abbiamo elaborato 629 dichiarazioni ISEE a famiglie nel cui nucleo familiare è presente almeno un titolare di indennità di accompagnamento», questi i significativi numeri del Caf Acli. «Ad oggi, non sappiamo quale posizione assumerà l’INPS riguardo la necessaria rettifica delle attestazioni finora consegnate. Sembrerebbe necessaria un’azione da parte degli interessati per ottenere il corretto calcolo, con l’evidenza che, qualora così fosse, sarebbe un ulteriore aggravio nei confronti di questi cittadini. L’auspicio, dunque» conclude Basaglia «è che l’INPS, che di fatto è il soggetto che, oltre ad erogare tali prestazioni, provvede anche a considerarne l’importo nel calcolo dell’attestazione ISEE, provveda d’ufficio alla rielaborazione delle dichiarazioni interessate».