medici-donnaDue notizie dal sistema sanitario interessano il nostro territorio (area Sud). La prima riguarda il completamento delle nomine dei sette direttori dei distretti sanitari (Mirandola, Carpi, Modena, Castelfranco, Sassuolo, Vignola, Pavullo).

Nel PAL approvato a fine anno 2011 e scaduto nel dicembre 2014 si erano stabiliti, alla unanimità, quattro principi chiave:

1)      rimodulazione strutture ospedaliere;

2)      potenziamento assistenza e servizi territoriali;

3)      integrazione servizi esistenti;

4)      semplificazione amministrativa

In particolare si era puntato sulle case della salute, con priorità a Finale Emilia e nella montagna.

Data la peculiarità sanitaria nel distretto montano si era deciso il mantenimento della unità operativa di Ostetricia e Pediatria a Pavullo sotto la direzione dei primari in servizio presso l’Ospedale di Sassuolo.

Sempre per la montagna il potenziamento del Pronto Soccorso di Pavullo con doppio turno notturno del medico per favorire la presenza in caso di intervento medico su ambulanza medicalizzata.

Nell’area Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato ambulanza in pronta partenza 7 giorni su 7 e 24 su 24 h.

Si era anche prevista  una nuova organizzazione territoriale con tre maxizone geografiche (Area Nord, Area Centro ed Area Sud).

L’obiettivo era il risparmio di risorse a cominciare dai tre  direttori con benefici nell’utilizzo delle risorse e maggiore efficienza nell’organizzazione del territorio.

 

Proprio in questi giorni abbiamo avuto notizie del dibattito in Consiglio Regionale sulla riorganizzazione dell’emergenza urgenza e sulla funzione operativa del 118.

Il Consigliere Regionale del Gruppo Lega di Sassuolo ha fatto presente che l’area Sud è geograficamente caratterizzata da un vasto territorio montano che richiede attenzione con proposte operative concrete e senza guardare il conto economico.

In montagna non abbiamo ancora la casa della salute, l’ospedale di Pavullo è in forte sofferenza con problemi di collaborazione con l’Ospedale di Sassuolo, come noto gestito da un rapporto pubblico privato e dove prevalgono obsoleti patti parasociali ……una bestemmia nel settore sanitario.

Forse è giunto il tempo che il Direttore Generale dell’AUSL ridiscuta i patti parasociali avendo a base gli indirizzi provenienti dal vecchio e nuovo PAL ancora da mettere in cantiere ma che la politica sta chiedendo di cominciare a mettere nero su bianco.

(Mario Cardone)