
L’inchiesta partì da alcune denunce della Forestale e verifiche su tonnellate di merce di prodotti, soprattutto patate, in alcuni casi cipolle. A volte si è riscontrata l’indicazione ‘made in Italy’ per alimenti di provenienza europea o extraeuropea, altre volte era attestata una qualità superiore a quella effettiva, oppure un’origine geografica protetta per alimenti provenienti da località diverse da quelle dichiarate, o una falsa provenienza da agricoltura biologica.

