
In particolare verranno affrontate varie tematiche, dalla diagnosi di laboratorio e strumentale all’inquadramento clinico con interessamento dermatologico, il trattamento riabilitativo pre-operatorio, il trattamento chirurgico, la terapia occupazionale, il trattamento riabilitativo postoperatorio ed infine si proporranno le linee guida o di raccomandazione relative alle diverse procedure diagnostico terapeutiche e riabilitative. Ampio spazio sarà dedicato alla discussione, grazie alla partecipazione di esperti italiani e stranieri di fama internazionale.
“Le patologie che causano più frequentemente problematiche a livello di mano e polso – spiega la prof.ssa Maria Teresa Mascia – sono l’artrite reumatoide, l’artropatia psoriasica e la condrocalcinosi Fortunatamente i trattamenti farmacologici attuali si sono dimostrati in grado di ridurre le deformità articolari causate da tali patologie. Solo pazienti che non rispondono ai trattamenti o che comunque presentano problematiche complesse vengono indirizzati a questo percorso interdisciplinare”.
“L’interessamento del polso e della mano – spiega il dottor Augusti Marcuzzi – rappresenta un capitolo importante delle patologie reumatiche che interessano, non soltanto le articolazioni e le strutture tendinee dei vari distretti del corpo umano, ma coinvolgono anche apparati interni, come quello respiratorio e digerente nonché la pelle intesa come organo complessivo. La patologia reumatica può essere causa di gravi esiti che portano a limitazioni durante le attività della vita quotidiana (Activities of Daily Living – ADL) spesso accompagnate da una combinazione di disabilità multiple come dolore, gonfiore articolare, range di movimento limitato, distruzione delle articolazioni o deformità. La malattia reumatica, per essere gestita correttamente, richiede un approccio pluridisciplinare, coinvolgendo quindi diversi specialisti nel percorso diagnostico terapeutico, pronti ad intervenire al momento opportuno”. Da queste considerazioni è nata l’esigenza di creare una sinergia di intervento dei vari specialisti interessati: reumatologo, fisiatra e chirurgo, terapista occupazionale e fisioterapista, per garantire un inquadramento diagnostico e migliorare la qualità del trattamento.
Ormai vi è un sostanziale accordo fra gli specialisti di area e di apparato, nel considerare che solo la piena condivisione di tutte le informazioni relative al paziente affetto da una malattia reumatica potrà consentire la stesura di adeguati percorsi diagnostico-terapeutici, utili nel guidare il medico nel difficile iter assistenziale del soggetto in cura ed ancora, altro aspetto significativo nella gestione del paziente è l’evidenza scientifica di una sinergia tra il trattamento farmacologico, ormai estremamente articolato in proposte sempre più orientate al miglioramento del rapporto ottimale tra efficacia-sicurezza-costi, e la terapia non farmacologica, sia riabilitativa che chirurgica, il cui obiettivo sarà quello di migliorare costantemente l’outcome del paziente. Oggi non è più ipotizzabile un lavoro organizzato in compartimenti stagni, ma deve essere riconosciuta la validità di un confronto culturale costante fra lo specialista reumatologo, fisiatra e chirurgo, per raggiungere insieme un obiettivo comune.

