
Infatti, spetta proprio alla Cia (unica organizzazione agricola italiana accreditata dall’Ue a svolgere la mediazione) mettere in “connessione” i diversi giovani interessati a fare questa esperienza. Nel dettaglio, può partecipare l’imprenditore affermato che intende “ospitare”, e quello giovane, sia neofita o con meno di tre anni di attività alle spalle, che intende fare esperienza in un’azienda straniera, per un periodo che va da uno a sei mesi.
Il programma, giunto alla sua ottava riedizione, ha già registrato un risultato significativo avendo coinvolto finora circa 7.400 imprenditori, tra senior e junior, coinvolti in 3.700 scambi. La formula è indubbiamente vincente, in particolare per i giovani imprenditori, che hanno così l’occasione di rafforzare la loro attività, attraverso lo scambio di idee e know-how con i colleghi stranieri.
“Inoltre, – spiega la vice presidente Cia di Reggio Emilia e coordinatrice dell’Associazione giovani agricoltori Agia, Arianna Alberici – i partecipanti, entrano in diretta connessione con un network europeo di Pmi, ottenendo concrete chance di accesso a nuovi mercati, avendo la possibilità di ricercare potenziali partner commerciali”.
Ma anche per i giovani “curiosi” del mondo rurale, “il viaggio con l’Erasmus agricolo” può rappresentare una svolta per il proprio futuro lavorativo o imprenditoriale, basterà essere in possesso di un’idea da sviluppare corredata da un business plan. I posti disponibili – spiega la dirigente Cia reggiana – non sono molti, per chi fosse interessato le info sono consultabili sul sito www.cia.it. Per quesiti specifici scrivere a: erasmus-impresa@cia.it.

