
Al momento sono in corso le operazioni volte ad aspirare la maggiore quantità possibile di gasolio presente nel campo e ad asportare, tramite una ruspa, il terreno palesemente contaminato. Con queste azioni si vuole evitare che, in caso di peggioramento delle condizioni meteo, la pioggia possa trasportare e diffondere ulteriormente le sostanze inquinanti sversate.
Sono inoltre stati prelevati campioni di terreno per valutare con maggiore precisione l’entità e la dimensione dell’area coinvolta.
“In questi casi – sottolinea il direttore della sezione Arpae di Piacenza, Giuseppe Biasini – è fondamentale intervenire tempestivamente per limitare al massimo l’entità e l’estensione della contaminazione. Oltre che criminale e molto pericoloso per il rischio di incendio, è anche assurdo che, per un furto che potrebbe consentire un guadagno illecito estremamente contenuto, si causino danni molto ingenti all’ambiente, con conseguenti costi molto elevati per la bonifica”.

